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Lavorare nell’ICT: le nuove e indispensabili figure professionali

Un’evoluzione che non si arresta quella del panorama ICT. Al contrario, il settore dell’Information & Communication Technology ha registrato negli ultimi anni, e in poco tempo, notevoli picchi di crescita. Una proliferazione di tecnologie e di servizi che hanno pervaso qualunque settore industriale. Parte di questa evoluzione risiede anche nel modo di lavorare nell’ICT.

Oggi non esiste una azienda che possa considerare l’ICT una area non critica per il proprio business, per la propria resilienza.

Una spinta data da nuovi strumenti e tecnologie. Una crescita tale da portare le organizzazioni IT a rivedere profondamente i propri modelli organizzativi.

Intere nuove aree sono diventate degli standard aziendali, delle risorse critiche. Per essere gestite richiedono prima di tutto una “vision” da parte del top management. E successivamente delle competenze specifiche che solo fino a pochi anni fa non erano note. 

Il cambiamento si riflette quindi su tutta l’organizzazione. Aumenta la complessità in termini di definizione e razionalizzazione delle esigenze, aumenta altresì la complessità nell’individuazione delle risorse.

Che cosa vuol dire oggi lavorare nell’ICT? Di quali nuove figure professionali si deve avvalere un’azienda che voglia cavalcare la trasformazione digitale? Chi sono i nuovi esperti che porteranno nelle organizzazioni i vantaggi che da essa derivano?

Investimenti che aggiungono valore

“Sono assolutamente d’accordo con Gartner. Oggi più che mai nella trasformazione digitale del business, gli investimenti più importanti devono creare e aggiungere valore all’azienda. Investimenti non solo in termini economici, ma anche di figure professionali, soprattutto in quelle emergenti nel mondo ICT”

Queste le parole di Giulia Ruggi, General Manager di Hisolution. Lavorare nell’ICT di una organizzazione significa intraprendere un nuovo percorso. Una strada che concorre alla crescita globale dell’organizzazione stessa.  Il tutto ottimizzando i processi, abilitando nuovi servizi/vettori di crescita, apportando miglioramenti che possano contribuire a minimizzare gli “impatti sociali”.

Accogliere il cambiamento

La “digitalizzazione” per molte realtà ha significato una maggiore dinamicità e capacità di accogliere il cambiamento. Uno fra tutti, quello relativo alle organizzazioni rispetto al proprio posizionamento sul mercato.

Potremmo definire tutto questo ancora una volta come una maggiore capacità di resilienza.

Esplorando le nuove figure professionali richieste per lavorare nell’ICT e le skills necessarie si rischia di fornire una fotografia incompleta.

Fino a non molti anni fa l’ICT aveva una struttura tipicamente standard per la gran parte delle aziende. 

  • System Operation, con la gestione dei sistemi operativi, in alcuni casi comprendendo anche la delivery
  • Area Applicativa, l’applicazione corporate/business
  • Networking, la gestione delle reti intranet-extranet, ecc.. 
  • Demand/Program Management con la gestione del cliente interno/esterno 
  • Area Database e DWH, Base dati strutturate, reporting, ecc.

Abbiamo visto negli ultimi 2 decenni una fortissima progressiva introduzione delle competenze in ambito Cloud. Questa ha portato le organizzazioni a pensare a modelli più snelli e veloci di gestione dei propri asset e di Sicurezza IT. Quest’ultima non più solo come funzione destinata all’erogazione di servizi di Sicurezza. Si è andata invece definendo una tale integrazione da vedere la sicurezza una funzione centrale con capacità di intervento in tutti i processi. Si arriva infatti a parlare Security by Design. Termine che stabilisce che la sicurezza non è qualcosa che si esercita a posteriori. Ma una specifica centrale in ogni nuovo servizio fin dalla definizione dei requisiti.

Le nuove figure professionali

Stiamo vedendo ora l’affermarsi di ulteriori figure professionali per lavorare nell’ICT. Queste seguono il consolidarsi sul mercato di tecnologie e servizi che si stanno diffondendo con significativa rapidità. Avendo raggiunto la loro maturità tecnologica e modelli economici più sostenibili per le aziende.

Giulia Ruggi afferma:

“Telco & IT: le professioni in questi ambiti stanno seguendo un andamento di ripresa. Anche se corrono a due velocità diverse, l’offerta del mercato verte su nuove figure emergenti. Nelle aree di Design con i Solution Designer, i System Analyst e i Data Specialist. Nel Business i CIO toccano il 53%. L’area tecnica e manageriali vede come protagonisti i Cloud e IoT Specialist, Information Security Manager, Project Manager e Account Manager. Nei settori del Development, crescite più moderate ma con forti accelerazioni nelle richieste, le figure di Digital Transformation Manager e Scrum Master.”

Vediamo infatti che le tecnologie di Machine Learning e Intelligenza Artificiale sono ormai adottate con relativa semplicità in ogni contesto. Si affermano così i ruoli di figure professionali che le sappiano padroneggiare. Sia in termini di sviluppo, sia in termini di modelli di analisi ed implementazione.

La Blockchain è ancora oggi una tecnologia in espansione che ha portato la necessità di specifiche professionalità in grado di implementarla.

L’IoT e tutto il mondo del “IT wearable” sono sicuramente al momento sotto una grande lente di osservazione. Enormi potenzialità di essere introdotte in molti contesti differenti, ma adeguatamente sfruttabili solo se si posseggono le giuste competenze. 

Il ruolo centrale del Technology Procurement e i bisogni del CIO

Siamo di fronte ad uno scenario notevolmente cambiato ed ampliato dunque che prevede nuovi nomi per nuove figure professionali. Anche nell’ambito degli Acquisti molto è cambiato. Lavorare nell’ICT significa infatti anche essere in grado di fare azioni di approvvigionamento mirato e produttivo. Nasce così la figura del Technology Procurement. Una risorsa in un certo senso propedeutica a tutte le attività in ambito IT e ICT. Le tecnologie sono ormai tante e saperle individuare e riconoscere può avere un un notevole impatto sulla produttività del business. Parliamo di tecnologie che accompagnano, aiutano e semplificano i processi. Tutti bisogni questi che si riscontrano presso coloro che ricoprono il ruolo di CIO nelle aziende.  

In questa ottica è stato sviluppato in casa Hisolution il servizio che prende il nome di HiTrack. Si tratta di un software di monitoraggio e gestione di tutti gli asset ICT in modo integrato. Uno strumento che semplifica e  velocizza il processo di identificazione delle problematiche e di risoluzione dei guasti. Nonché il livello di servizio erogato dai fornitori. Inoltre permette di analizzare i trend e di individuare le aree di inefficienza. Insomma un valido supporto per tutte le figure che operano nell’ICT.

Siamo giunti alla conclusione di questo percorso all’interno del nuovo mondo ICT e delle nuove figure che orbitano intorno ad esso. Vi lasciamo con una considerazione della nostra Giulia Ruggi che strizza l’occhio ad un futuro ancora ricco di novità.

“I settori premianti nei prossimi 12 mesi saranno quelli della cybersecurity, data science, platform management, enterprise architecture. Mondi apparentemente nuovi ma sui quali oggi più che mai il mondo dell’ICT sta investendo. Crediamo nei giovani e nell’innovazione, negli investimenti che hanno una visione ma che affondano le radici nel presente” 

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