Data

I dati e il loro potenziale. 4 suggerimenti per coglierlo

Negli ultimi anni vi è stato un vero e proprio boom a livello globale dei cosiddetti Big Data. Ciò è derivato dall’esponenziale sviluppo tecnologico e dalla centralità assunta dalla digitalizzazione dei processi aziendali. Questo trend è destinato a rivoluzionare profondamente il mondo del business e le nostre vite. Cosa sono, però, nello specifico i Big Data e quale potenziale si nasconde dietro questo termine? Analizziamo insieme l’impatto e il valore che i dati hanno oggi assunto nel mondo tech.

Big Data: cosa sono e perché sono importanti

Con Big Data si intende tutta la mole di dati che quotidianamente vengono generati da privati e aziende. Ad esempio attraverso le interazioni sui social, navigando su siti web o producendo documenti interni. Si parla di un volume di dati enorme ed eterogenei per fonte, formato e velocità di trasmissione. Sempre più aziende ed enti si sono resi conto del potenziale intrinseco ai dati. Infatti attraverso il loro studio è possibile attuare delle vere e proprie strategie di business.

Una quantità così massiccia e variegata di dati, se non accuratamente organizzata, può rivelarsi estremamente onerosa. Sia dal punto di vista gestionale che in termini economici e temporali.

Data Driven: cosa significa essere guidati dai dati

Come abbiamo preannunciato, lo studio dei dati è di vitale importanza e per questo oggi si parla di un approccio Data Driven all’interno del mondo business.

Con il termine Data Driven si intende l’essere “guidati” dai dati stessi, ovvero scegliere quale sia la più adeguata strategia aziendale da adottare in base allo studio analitico e probabilistico dei dati raccolti.

Le aziende, perciò, hanno sempre più bisogno di nuovi strumenti tecnologici in grado di gestire queste enormi moli di dati. La gestione deve avvenire in modo flessibile e smart, analizzando istante per istante le informazioni acquisite. Il fine è quello di poter aggiustare conseguentemente la “rotta” del proprio business.

Uno degli strumenti principali per risolvere questa esigenza, sviluppatosi in questi ultimi anni, è quello della Data Virtualization.

Data Virtualization: cos’è e quali sono i vantaggi

La Data Virtualization è una nuova tecnologia sviluppatasi in tempi recenti e nata per superare tutti quegli ostacoli dovuti all’eccessiva mole dei dati. Rientrano tra questi, per esempio, la difficoltà di accesso ai dati e l’alto costo di gestione. Inoltre anche la complessità di analisi dovuta all’eterogeneità delle informazioni da archiviare e indicizzare.

Virtualizzare i dati significa, quindi, creare un vista virtuale sull’intero patrimonio informativo di un’azienda. Una vista in tempo reale che non necessita di creare o spostare fisicamente tali dati.

Grazie alla Data Virtualization è possibile infatti connettere le diverse fonti dei dati (data warehouse, silos, database, ecc..). Il tutto gestendo le informazioni in modo tracciabile, nel pieno rispetto dei parametri di sicurezza, catalogazione e discovery.

Sarà inoltre possibile definire diversi percorsi di integrazione e distribuzione dei dati, generando in tempo reale report e dashboard. Mettendo a disposizione dell’utente i dati nel formato più utile a seconda del contesto d’uso.

Tutto senza duplicare o spostare fisicamente i dati. Snellendo quindi i processi gestionali, risparmiando tempo e risorse, semplificando i processi di data analysis, attraverso l’implementazione di interfacce intuitive e user friendly.

La virtualizzazione dei dati, quindi, è la chiave di volta nella gestione dei dati, dai quali ogni azienda sarà sempre più guidata nel prossimo futuro. Essere Data Driven, infatti, significherà trovare sempre e istantaneamente la miglior strategia possibile per massimizzare produttività e performance aziendale. Riducendo il query time e sfruttando in modo smart il potenziale offerto dai dati.

In HiSolution da sempre ci preoccupiamo di guidare i nostri clienti nella scelta delle soluzioni e strumenti più adatti per ottenere i migliori risultati possibili per il loro business. Li accompagniamo passo passo e offriamo loro guida e supporto in ogni aspetto della digitalizzazione dei processi aziendali. In particolare, HiSolution ha deciso di investire da subito nella virtualizzazione dei dati, comprendendo il potenziale offerto da questo strumento.

I 4 vantaggi della Data Virtualization secondo HiSolution

Come anticipato nel titolo di questo articolo, vi proponiamo 4 vantaggi da noi selezionati che la virtualizzazione dei dati porta alle aziende. 

1.Provisioning più veloce. La virtualizzazione dei dati mette a disposizione le risorse e le applicazioni molto più velocemente rispetto ad un’infrastruttura fisica. Grazie a questa tecnologia il server è in grado di rispondere a qualsiasi richiesta in modo quasi istantaneo. 

La configurazione dei dati virtuali avviene a livello software, attraverso l’impiego di semplici pannelli di controllo. Senza richiedere una riconfigurazione delle macchine fisiche, ben più gravosa in termini di tempi e competenze IT. 

2. Riduzione dei costi. Si tratta di uno dei benefici principali. Grazie alla virtualizzazione si può limitare il numero di risorse hardware, riducendo notevolmente i costi operativi e di mantenimento. Tra questi l’utilizzo di elettricità e aria condizionata. Inoltre la virtualizzazione, incrementando l’efficienza dei server, riduce la probabilità di downtime e il sottoutilizzo di risorse CPU. In questo modo garantisce l’ottimizzazione dell’intero ambiente IT

3. Maggiore Business Continuity. La possibilità di virtualizzare tutti i dati consente di mantenerli in efficienza in maniera più agile. Anche di fronte a potenziali problemi che potrebbero causare downtime e disservizi di varia natura. Si pensi soltanto alla rapidità con cui è possibile effettuare backup di interi ambienti virtualizzati

4. Scalabilità delle risorse. Gli aspetti che garantiscono una fruizione più razionale ed efficiente dei dati si basano su un modello facilmente scalabile rispetto ai sistemi tradizionali. Nel caso in cui i carichi di lavoro aumentassero o diventassero più gravosi in termini di richiesta di risorse di elaborazione, sarebbe infatti possibile aumentare il numero di macchine virtuali utili ad eseguirle. L’alternativa sarebbe stata di gran lunga più macchinosa. Si sarebbe trattato di incrementare le specifiche dei pool di risorse, incrementando quindi CPU, memoria, storage, ecc. fino a trovare la condizione ideale.

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