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Ferragosto è il weekend perfetto. Anche per un attacco informatico 

Ufficio semivuoto, sistemi lasciati a loro stessi, tempi di reazione più lunghi in caso di anomalia: per chi organizza un attacco, agosto è tutt’altro che una pausa. L’88% dei payload ransomware viene installato di notte o nei giorni festivi, e il 79% delle esfiltrazioni di dati avviene fuori dall’orario di ufficio, secondo il Sophos Active Adversary Report 2026. Gli attaccanti hanno imparato a leggere il calendario aziendale meglio di molti reparti IT. 

Agosto ha fama di mese “tranquillo” anche sul fronte sicurezza. In realtà è il momento in cui la sorveglianza cala, e chi vuole colpire trova esattamente lo spazio per muoversi indisturbato. 

Perché proprio le festività?

Non è una percezione, è un pattern documentato. Un recente studio internazionale ha rilevato che l’82% delle organizzazioni riduce le risorse dedicate alla sicurezza informatica del 50% durante weekend e festività, per garantire ai team un equilibrio tra lavoro e vita privata. I gruppi ransomware lo sanno bene, e pianificano di conseguenza: colpiscono quando sanno che dall’altra parte c’è meno personale a guardare i sistemi. 

Superficie d’attacco invariata, capacità di risposta ridotta: il conto non torna. Il problema non è più “se” un’azienda subirà un tentativo di attacco durante l’estate, ma in che condizioni si farà trovare quando succederà. 

Il tempo che passa prima di accorgersene

La tecnica usata dall’attaccante è spesso nota da anni: la vera variabile è quanto tempo passa tra la compromissione e il momento in cui qualcuno se ne accorge. Con un team scoperto o un IT manager in ferie, quel tempo si allunga e ogni ora in più permette all’attaccante di consolidare l’accesso, esfiltrare dati, preparare la cifratura con più calma.

C’è poi un rischio più silenzioso, che raramente fa notizia finché non è troppo tardi: il backup configurato anni fa e mai più verificato. Molte aziende scoprono che non è ripristinabile proprio nel momento peggiore possibile, durante l’incidente stesso quando ormai è tardi per rimediare.

Cosa deve avere davvero un piano di continuità operativa

Un piano di business continuity non è un documento da archiviare dopo averlo scritto una volta. Per reggere un weekend d’agosto, deve prevedere: 

  • Backup testati periodicamente, non solo configurati, con verifica reale di ripristino, non solo del completamento del job 
  • Referenti reperibili e ruoli chiari, anche a organico ridotto: chi decide, chi isola i sistemi, chi comunica 
  • Monitoraggio continuo degli accessi e delle anomalie, indipendente dalla presenza fisica in ufficio 
  • Procedure di isolamento rapido dei sistemi compromessi, testate prima che serva davvero applicarle 
  • Un canale di escalation attivo 24/7, non legato all’orario di un singolo team interno.

Tutti questi elementi hanno una cosa in comune: devono funzionare anche, anzi soprattutto, quando in azienda non c’è quasi nessuno a controllarli di persona. 

Il ruolo del NOC di HiSolution

È qui che entra in gioco il nostro NOC. Il monitoraggio, il rilevamento e la risposta attiva sulle minacce corrono 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, grazie al team MDR/SOC (Security Operations Center) con cui lavoriamo attraverso HiDetect: threat hunting continuo e intervento immediato non appena qualcosa si muove fuori dai binari. 

Ma c’è un pezzo che spesso si dà per scontato e che invece fa la differenza quando il tempo conta davvero: se scatta un incidente, non sei tu a dover gestire la comunicazione con un analista sconosciuto dall’altra parte del mondo, magari in inglese, mentre sei in ansia per i tuoi sistemi. È il nostro NOC a prendere la chiamata e a fare da interfaccia diretta con te, nella tua lingua, mentre la parte tecnica viene gestita in parallelo. E nel quotidiano, è il tuo Service Manager dedicato, che conosce la tua infrastruttura, non un ticket generico, a restare il punto di riferimento costante. 

Tre livelli, un solo obiettivo: che tu non debba mai affrontare un incidente da solo, né dover fare da traduttore mentre la tua azienda è sotto attacco. 

Vuoi affrontare l'estate senza restare esposto?

Backup mai testato, piano di continuità fermo a qualche anno fa, nessuno che presidia i sistemi durante le ferie: tre rischi silenziosi che si sommano proprio nel periodo in cui l’azienda è più vulnerabile.

Confrontati con i nostri esperti per verificare lo stato reale della tua postura di sicurezza prima del prossimo weekend lungo. 

Buone vacanze da tutti noi di HiSolution. Il nostro NOC resta operativo anche quando tu stacchi davvero. 🏖️ 

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