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Sviluppo digitale e cloud: investimenti in aumento

Negli ultimi anni, tutti i settori hanno assistito ad una crescita progressiva del mercato digitale. Dal settore industriale a quello manifatturiero, dal commerciale al settore dei servizi. Un modo di costruire e mantenere relazioni sociali e professionali che ha avuto un impatto sulle imprese e sulle persone. Lo sviluppo digitale in Italia ha raggiunto nel 2020 una portata trasformativa in rialzo che normalmente avviene in 5 anni e non in 12 mesi. Tralasciando la situazione eccezionale determinata dalla pandemia, il trend del 2020 viene confermato. L’industria ICT ha un’ estrema flessibilità, si adatta al lavoro agile e ha dimostrato di essere in grado di preservare lavoro ed economia. A giugno 2021, nel nostro Paese, con il Piano di Ripresa e Resilienza, sono stati allocati 50 miliardi per la digitalizzazione. Parliamo di oltre il 20% richiesto dall’Unione europea. 

Nel 2024 lo sviluppo digitale potrebbe raggiungere ben 95 miliardi. Queste le previsioni che emergono dal rapporto “Il Digitale in Italia 2021” di Anitec – Assinform.

L’arma efficace del digitale

Gap di produttività, servizi resi a imprese e a persone, sostegno alla nuova imprenditorialità, barriere amministrative. Gli investimenti nello sviluppo digitale e nel cloud dimostrano di essere lo strumento più efficace per il miglioramento dell’efficienza del nostro sistema economico. Si prevede che la spesa digitale continuerà a crescere a ritmi pressoché sostenuti nei prossimi anni anche grazie alle maggiori risorse derivanti dal Recovery Fund.

Nel panorama internazionale si stima che in circa 3 organizzazioni su 10 più del 70% dei dipendenti continuerà a lavorare da remoto nei prossimi 2-3 anni. Tornando alla situazione italiana, sono oltre un milione le persone che si sono connesse a internet per la prima volta nel corso del 2020. Oltre 50 milioni (+2,2%) gli utenti complessivi. Il dato ha influito sull’aumento dell’utilizzo del digital banking e delle carte di credito, con un calo dell’utilizzo del contante. La diffusione di tecnologie digitali è stata maggiore tra le imprese del settore delle infrastrutture (82%). Mentre è risultata più limitata tra le imprese del settore costruzioni (37%).

I benefici dello sviluppo digitale

Il rapporto sopracitato ci riporta un altro dato importante sullo sviluppo digitale. Le imprese che segnalano effetti positivi dello smart working “sono decisamente più grandi e più produttive di quelle che riscontrano conseguenze negative”. Gli effetti si vedono su produttività, efficienza, adozione di nuove tecnologie e costi operativi. Con un PIL mondiale in crescita del 6% nel 2021, si aprono nuovi scenari. Questo grazie all’introduzione di innovativi  sistemi di produzione, prodotti, metodi e tecnologie esponenziali. 

La strada per la vera trasformazione digitale

A chi rivolgersi per un vero sviluppo digitale? Dove si trovano le expertise necessarie?

La strada per affrontare il cambiamento è una. La richiesta di nuove competenze digitali per superare l’obsolescenza dei processi grazie alle professioni ICT. La ricerca delle imprese guarda in due direzioni. Da un lato mira a selezionare i fornitori ICT meglio posizionati per supportare la loro evoluzione tecnologica. Dall’altro punta a trovare figure professionali tecniche adatte a supportare e a implementare l’innovazione aziendale.

Secondo l’Osservatorio delle Competenze Digitali Di Aica infatti, la domanda di competenze ICT espressa attraverso gli annunci di lavoro pubblicati sul web ha ripreso a crescere nell’ultimo trimestre dell’anno. Registrando un incremento del 31% circa rispetto al trimestre precedente. Secondo le statistiche, tra le nuove professioni ICT nate per indirizzare il mercato verso le tematiche più innovative, ve ne sono alcune più ricercate. Sono prevalentemente figure specializzate in ambito Cloud, Mobile, Cybersecurity e IoT. Con un focus sulla Robotica e sui Big Data, in particolare, sulla Blockchain e sull’Intelligenza Artificiale.

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